sabato, febbraio 26, 2005

Indebitarsi per poter fare gli spocchiosi

Treviso, la città con la più alta concentrazione di X5, Cayenne, Lexus (e via discorrendo) per abitante. Dovunque ti volti eccone una in sorpasso, un'altra in manovra, una terza al semaforo tenuta nervosamente a freno dal rispettabile conducente.
Che bello sarebbe se, come a Bucarest, fosse obbligatorio per legge inserire nella targa (ben evidenziato in arancione fosforescente, tra l'altro) l'anno di scadenza del leasing o delle rate del mutuo...

venerdì, febbraio 25, 2005

Cosa resta delle ordinanze? Un mucchietto di polveri

L'avevo detto io che finiva tutto a tarallucci e vino.
Contrariamente a quello che pensavo, però, sono riusciti a cadere tutti in piedi. Anche Chiole, che più di tutti s'era esposto al fuoco di fila e dal quale ci si aspettava non dico una lacrimuccia, ma almeno un sorriso all'ingiù, ha fatto spallucce e con il canonico "Quello che potevo fare, l'ho fatto" ha tirato dritto.
Adesso sono tutti contenti: nessuno farà niente, le Pm10 torneranno a schizzare su, su ed ancora più su (tanto al 25 marzo manca poco), Gentilini non dovrà più fare i conti con i cittadini che lo fermano e gli rompono i coglioni perchè non si può circolare, Zaia ha dimostrato di aver forza sufficiente per potersi mettere di traverso e complicare le cose senza timore d'essere lisciato, ma, soprattutto, nessuno si prenderà alcuna responsabilità. Infatti se le cose vanno male (e si può star sicuri che bene non andranno) il Comune potrà accusare "Noi volevamo fare di più, ma la Provincia ci ha bloccati", la Provincia potrà ribattere "Mica è colpa nostra, noi organizziamo solo il Tavolo, sono i sindaci che decidono" e i sindaci diranno, se in minoranza, "Noi non abbiamo votato per questi provvedimenti, noi volevamo di più!", se in maggioranza, "Votazione, quale votazione? Tavolo, quale Tavolo? Io stavo fuori a mangiarmi un tramezzino ed una mozza, non ne so niente". Il tutto mentre Fojadelli apre l'ennesimo fascicolo pro forma, incutendo un tale terrore che tutti esclameranno: "Ah, sì, il fascicolo... Beh vabbè dai, lo doveva aprire e l'ha aperto, comunque non c'è problema. Dov'era quel posto che faceva i tramezzini così buoni?".

Fare i $

Stasera al Max di Caerano San Marco, grande sfilata di magliette. Sì, soltanto t- shirt. Negli ultimi tempi si va infatti diffondendo l'insana convinzione che si possano fare i soldi (e quanti) semplicemente stampando magliette. Non serve l'idea, ma quale creatività!, basta un logo smoscio ed il gioco è fatto. "In fondo se ce l'ha fatta quello della Guru con la margherita e Vieri & co. con il cuore, perchè non ce la posso fare io che ho messo uno accanto all'altro tanti rettangolini e ci ho disegnato sopra una freccia?". E in effetti il ragionamento fila, il Mercato è un mondo tutto da scoprire (per fortuna ho chi, con toast e salsa rosa, me ne svela i segreti).
E così molti Giovani della città, negli ultimi tempi, si stanno dannando l'anima per produrre il capo che rivoluzionerà il modo di vestire del Mondo dei Giovani. Il problema è che, finchè si tratta di un sollazzo, di un passatempo innocente che, come il Sapientino, "stimola la creatività", il gioco vale la candela (e se arriva qualche dindino, tanto meglio). Ma quando attorno ad una maglietta si costruisce il proprio futuro, beh, allora vuol dire che in questi Giovani c'è qualcosa che non va.
E comunque stasera magari ci vado, al Max, ed un paio di magliette me le compro pure. In fin dei conti sono Giovane anch'io e sognare non costa un euro.

Saltare per un pugno di polveri (tossiche)

Polveri sottili, fuoco alle polveriere. Lui accusa l'altro, l'altro rispedisce al mittente, il terzo naviga a vista e i restanti stanno alla finestra. A governare l'agire insensato, la paura di essere l'unico a rimetterci in un gioco che deve pur stritolare qualcuno. "Col cazzo che sarò io!". E intanto i valori stanno sopra, i giornali vanno a nozze, la gente se ne infischia e, come al solito, finirà tutto a tarallucci e vino. Per qualcuno, però, lo spuntino rischia di diventare davvero amaro: solo il tempo rivelerà chi è corso ai ripari più tardi degli altri.

martedì, febbraio 22, 2005

Incontentabili

Le donne, un rompicapo indecifrabile.
Rosy Bindi s'inalbera perchè Storace, durante un convegno, ha rallegrato la rosea platea dicendo "[...] Non parliamo poi di Rosy Bindi che non è neppure una donna".
Daniela Santanché, da par suo, lamenta: "Sono anni che si parla dei miei tacchi a spillo, delle mie tette, del mio reggiseno. Sarei felice se Fassino domani dicesse, riferendosi a me: è una cessa".

lunedì, febbraio 21, 2005

Almeno quando faccio il pieno mi sento utile

Gasolio e benzina aumenteranno, rispettivamente, di 0,1 e 0,05 euro. La cifra raccimolata con il balzello novello dovrebbe portare nella patria saccoccia 350 milioni di euro, soldini che serviranno per sostituire gli autobus inquinanti con nuovi bus ecologici.
0,1 e 0,05 euro che andranno ad aggiungersi alle 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935; alle 14 lire per la crisi di Suez del 1956; alle 10 lire per il disastro del Vajont del 1963; alle 10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966; alle 10 lire per il terremoto del Belice del 1968; alle 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976; alle 75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980; alle 205 lire per la missione in Libano del 1983; alle 22 lire per la missione in Bosnia del 1996; alle 39 lire (0.020 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.
Insomma, l'emergenza passa, la tassa resta. C'est la vie!
Ah, dimenticavo: i valori riportati sono comprensivi di iva, cioè una tassa sulla tassa.

Il Bianco, il Nero

Treviso sepolta sotto un candido manto.
Meglio il bianco nevischio, del letale pulviscolo.

domenica, febbraio 20, 2005

Le cose importanti della vita

Guardando le vetrine, e ripensando ad un post di Nietzsche (che dopo una breve ricerca non sono riuscito a recuperare), è balenato in me un pensiero illuminante: "Ma in fin dei conti, cosa sono i milioni quando in cambio ti danno le Scarpe?"*
*Copyright Elio e le Storie Tese.

sabato, febbraio 19, 2005

Ma almeno abbiate la decenza!

Pubblicità diffusa dalle principali emittenti radiofoniche (personalmente l'ho sentita su Radio Deejay): "De Longhi, living innovation!".
Se lo viene a sapere Cipputi, combina un casino.

Le colpe dei padri non dovrebbero ricadere sui figli

Perchè porre freno alla fantasia?
Il sito Baby name wizard, di cui sono venuto a conoscenza grazie a 4 Banalitaten, dà un'idea di come, negli Stati Uniti, i nomi siano una questione di creatività più che di significato: Diamante Phiona, Donna, Zulma, Ridge, Brookyln e via, sempre più in alto.
A lungo mi sono chiesto: "Ma che acciderbolina vorrà dire "Condoleezza"?". Ecco la risposta. Il segretario di Stato americano si chiama così perchè il papà (appassionato di musica lirica) ha pensato che al mondo non ci potesse essere nome più bello della traduzione slang del termine lirico (che presumo tecnico, come "Adagio" o "Allegro") "Con dolcezza". Mah!
P.s. Anche in Italia, comunque, non c'è da stare allegri. I Ridge Sbrusegòn e le Kelly Trevisan sono là, appena dietro l'angolo.

Che ci volete fare, capita!

Capita che per condurre uno studio di fattibilità su un'area destinata a rivoluzionare la città venga scelto "sulla fiducia" un progettista.
Capita che a quel progettista, sempre "sulla fiducia", venga data pure la progettazione preliminare (ovverosia un disegno grezzo che tracci le linee guida dei due step successivi: progettazione definitiva ed esecutiva). Tralasciamo il fatto che il compenso da 100 mila euro, secondo i bene informati, dovrebbe indurre il committente (una pubblica amministrazione) a fare una gara tra professionisti, se non altro per vedere se si riescono a risparmiare due lire.
Capita che il presidente dell'istituzione pubblica committente convochi una conferenza stampa e si scagli con ira funesta contro un ingegnere accusato d'aver detto in pubblico: "Sto bando di gara per il progetto definitivo è fatto su misura per quell'architetto (e cioè quello che ha fatto studio di fattibilità e preliminare, nota di catcher)". "Aaah, come osi?! Noi, amministrazione pubblica, fare una cosa del genere? Vergogna! Anzi, ti querelo! E in più sei pure un cretino perchè l'architetto in questione non ha neanche i requisiti per partecipare al bando!".
Capita che tutti dicano "sì, sì, ha ragione, quello è tutto scemo, non ha capito niente".
Però poi capita che la minacciata querela resti in un cassetto.
E capita anche che, un mese dopo, il bando al centro delle polemiche venga vinto proprio dall'architetto contestato, ovvero quello che ha fatto lo studio di fattibilità e la proggettazione preliminare, che manco avrebbe dovuto avere i requisiti per parteciparvi (919 mila euro il compenso previsto dal bando).
"Tutto era già scritto!" accusano ora.
Questo non lo so, e mi guardo bene dall'ipotizzarlo (per pagare i danni si un'eventuale querela dovrei vendere pure i libri dell'università e io voglio laurearmi). Però sarei curioso di vedere i progetti (scartati) di Fuksas, Miralles e Chipperfield (mica Pippo, Pluto e Clarabella).
E comunque, viva Treviso e, soprattutto, la trevigianità (?) !

venerdì, febbraio 18, 2005

Quando si dice due piccioni...

con una ordinanza. L'idea parte dal sindaco di Preganziol, Franco Zanata, che normalmente se ne sta buono e pensa ai suoi 15 mila e rotti abitanti, ma stavolta ha preso la decisione che potrebbe portarlo dritto dritto sui megaschermi di Porta a Porta. Zanata ha infatti pensato bene di porre la sua firma in calce ad una delle più strampalate ordinanze degli ultimi tempi (diciamo dai tempi dei cani in centro a Treviso): il blocco totale del traffico lungo il Terraglio tutte le notti, dalle 23 alle 4 del mattino.
"Così sconfiggiamo allo stesso tempo Pm10 e prostituzione". Gli stanno a cuore i cittadini, cosa vi credete, mica le prime pagine dei giornali!

domenica, febbraio 13, 2005

Essere Billionaire, Anno Domini 2005

Briatore che scende dal jet. Briatore che parla al cellulare. Briatore che esce dall'acqua della sua piscina di Malindi. Briatore che mangia un piatto di spaghetti. Immagini ripetute senza tregua dai megaschermi per tutto il corso di quella che doveva essere la festa di Nicola Parente, "marketing manager" (?) del Billionaire e, invece, si è rivelata l'ennesima apologia del "Bullonaire" di Verzuolo, Cuneo. "Sono orgoglioso di essere stato scelto da Briatore - ci ha detto ieri Parente - il manager più lungimirante e abile d'Italia. Una foto insieme a me? Per carità no, non vorrei disturbarlo", "Ma come, il festeggiato è lei!", "No, no, solo se lo chiede Lui".
Varia ed avariata umanità s'aggirava per il Sunset Bar (prima) e l'Havana (poi). Tra i soliti noti Lele Mora (il genio che ha trasformato il parcheggiatore Costantino in un fenomeno da baraccone mediatico, che Dio ce lo conservi!), Aida Yespica ("Sono felicissima, da due anni sono famosa! E' un sogno che si realizza!"), Ricky Pittis, tal Ermanno Boffa (il cui merito sembra essere quello d'essere sposato ad una Benetton) e Raffaella Zardo (a me nota esclusivamente per via di uno scandalo a sfondo sessuale con Valerio Merola) spiccava Lui: immancabili occhiali trasparenti, pappucce fatte a mano, giacca lunga con interni rosa shocking. Tutti lo cercano, tutti lo vogliono, Flavio di qua, Flavio di là. Insomma, è il fact totum del Sunset Bar. Dà l'ok ai fotografi ma poi si stufa e si nega, poi va bene con Aida, però solo con lei, poi vada per Pittis, poi basta, poi ancora un flash.
L'impressione era di trovarsi in mezzo a dei dissociati, persone che vivono in un microcosmo separato fatto di ustioni di 3° grado da lampada, qtek trillanti, capelli mesciati e camicie aperte su petti di pollo. "Vedi, Billionaire nasce come un locale, ma oggi è uno style of being and living", parola di Briatore. Insomma, non "vai" al Billionaire, "sei" Billionaire. Così, tra 50enni ruspanti (che si ostinano ad essere giovani ignari del fatto che al degrado non c'è mai fine) e 20enni rampanti (che vengono fuori da chissà dove e guardano male i camerieri qualunque cosa facciano, salvo poi inzerbinirsi di fronte a Lui), quello che più mi ha colpito era vedere all'Havana (dove ovviamente la combriccola aveva un'area riservatissima e blindatissima) orde di ragazzine che cercavano di farsi notare perchè, chissà, "magari poi mi vede Lele Mora e cambio vita", altre che scattavano improbabili foto ricordo con il cellulare, altre che si sporgevano (rischiando il collo) solo per vederLo. Mentre giovani uomini imbellettati provavano a convincere i buttafuori a farli entrare nell'area Vip sostenendo prima d'essere "amico di Tizio, fratello di Caio" (ho visto pure un paio di ex astorini), poi ripiegando verso umilianti "per favore, dai!". Così, tanto per poter mandare il giorno dopo un paio di sms dicendo "Io c'ero".
E' lo style of being Billionaire. Guarda, ma rigorosamente due passi indietro. Invidia, incantato dai megaschermi, abbagliato dal mito del self made man de 'noantri. In fin dei conti tutti possiamo picchiarci con Naomi, lampadarci fino allo svenimento, salutare tutti con un cenno ed un heilà!, basta volerlo. Come ha fatto Lui.
La domanda, però, è: chi lo vuole?

Viva la sincerità

"Un tuo pregio ed un tuo difetto".
"Eh?".
"Sì, insomma, cosa ti piace di te?"
"Le tette".
"Mh".

dal dialogo surreale di ieri sera con Aida Yespica.

sabato, febbraio 12, 2005

Soldi e religione, binomio che stride

Io non sono un cattolico fervente e non mi scandalizzo facilmente (avendo fatto otto anni di collegio salesiano) però mi è capitato di assistere ad una scena che mi ha fatto riflettere.
All'entrata della chiesa due chirichette aspettavano i credenti con due belle ceste (di dimensioni ragguardevoli, peraltro) nell'attesa che qualcuno versasse l'obolo. poi, poco dopo la lettura del vangelo, ecco ripassare di nuovo gli addetti (stavolta ultrasessantenni) con cestini più piccoli e borse in cuoio. poi, un secondo dopo il canonico "andate in pace", ecco ricomparire di nuovo le chirichette all'uscita.
sconsolato mi sono avviato verso la nicchia con le candele ma anche lì, l'amara sorpresa: candela San Francesco 2,50 euro (!), candela Madonna e Bambino 2,50 euro, cero votivo 1,50 euro, lumino 1 euro. ora, mi sono chiesto: dal momento che le candele sono tutte uguali (eccezion fatta per i lumini), perchè se dedicate al santo costano di più? perchè sono griffate? secondo, se io non ho spiccioli in tasca, oppure arrivo a 2,30 euro, posso accenderla lo stesso oppure devo chiedere un prestito alla signora che prega lì accanto? sarò anche cinico ma mi sembra che qualcosa non vada.
d'altronde lo dice pure Giovanni 2, 13-25.
a proposito, la chiesa in questione è quella nota come "la piramide di cheope"

Eppure quella macchina...

Antefatto: Festa in discoteca per le candeline della claudia, improvvisamente mora. La battuta più bella della serata è del suo fidanzatino, berto, che commenta: "E' fantastico, mi sembra di avere l'amante!".
La notte si conclude con il classico dilemma: gino il buon panino oppure cappuccino? si fronteggiano i due schieramenti e, alla fine, la spunta il bar da Ico che, com'è ovvio, è chiuso. un paio gettano la spugna, ma i fantastici 4, quelli no e finiscono a scorzè (sic) dove alle 4 di mattina due vecchini preparano per sonnambuli e nottambuli la colazione dei campioni.
Dopo accesi dibattiti di estremo interesse scientifico, tipo: "ma i guanti di crine, son fatti davvero di crine? e se sì, chi cuce il crine fino a farne un guanto?" oppure "ma se nel mare non ci fossero le spugne, di quanto si alzerebbe il livello?" e dopo aver svegliato la claudia, teneramente addormentata con la testa sul tavolo, ci accingiamo ad uscire. E qui il fatto che ha dell'incredibile...
io e nicola, sulla di lui macchina (si attivi il dipartimento di prevenzione dell'asl!), aspettiamo che berto faccia manovra, usciamo dal parcheggio pure noi e, quindi, ci accodiamo. chiacchieriamo e pediniamo, chiacchieriamo e pediniamo finchè berto non sbaglia al bivio e invece che per mogliano gira per salzano. mah, è il commento dei nostri prodi, magari conosce una scorciatoia. però salzano è dalla parte opposta, però intorno a noi ci sono solo campi, ma 'ndo cazzo stiamo?. iniziamo a sfanalare con arroganza, a fare gesti: "fermite!", finchè il buon berto non accosta. ci affianchiamo e tirando giù il finestrino esclamiamo all'unisono: "xanette, ma dove casso ti va?". e, subito dopo: "ma no ti xe xanette!". meraviglia delle meraviglie! abbiamo seguito per tutto il tempo la macchina di alberto (stesso modello, stesso anno, stesso colore, uscita dallo stesso parcheggio), peccato solo che berto e la claudia non fossero dentro. in compenso c'erano due ragazzi incazzati, cicca in bocca e sguardo truce, che hanno chiesto con fare poco amichevole e marcato accento mestrino "Scusa?".
bravi viani e marco che tra mille scuse si sono allonatnati in opposta direzione commentando amaramente (e con la convinzione di essere ancora dalla parte del giusto): "non è possibile, quella era la macchina di alberto, hai visto anche tu, non l'abbiamo mai mollata".
p.s. ad un tratto hanno cominciato a balenare le idee più strane. la migliore quella secondo cui quella era davvero l'auto di berto, rapito ed gettato nel bagagliaio insieme alla claudia. viani ha voluto verificare con una telefonata e, per fortuna, tutto è bene quel che finisce bene.

giovedì, febbraio 10, 2005

E' come se fosse il primo gennaio

E invece è il 10 di febbraio.
Il principio, però, non cambia.
Ci sarebbero tante cose da dire, perchè quando uno inizia, beh, inizia.
Uno aspetta, aspetta e poi, quando tocca a lui, non sa da dove iniziare. Quindi per stasera io non dico niente.

E come disse Isaac Newton subito dopo che una mela gli cadde sulla testa: "Strano, io sono seduto sotto un pero!"