venerdì, febbraio 25, 2005

Cosa resta delle ordinanze? Un mucchietto di polveri

L'avevo detto io che finiva tutto a tarallucci e vino.
Contrariamente a quello che pensavo, però, sono riusciti a cadere tutti in piedi. Anche Chiole, che più di tutti s'era esposto al fuoco di fila e dal quale ci si aspettava non dico una lacrimuccia, ma almeno un sorriso all'ingiù, ha fatto spallucce e con il canonico "Quello che potevo fare, l'ho fatto" ha tirato dritto.
Adesso sono tutti contenti: nessuno farà niente, le Pm10 torneranno a schizzare su, su ed ancora più su (tanto al 25 marzo manca poco), Gentilini non dovrà più fare i conti con i cittadini che lo fermano e gli rompono i coglioni perchè non si può circolare, Zaia ha dimostrato di aver forza sufficiente per potersi mettere di traverso e complicare le cose senza timore d'essere lisciato, ma, soprattutto, nessuno si prenderà alcuna responsabilità. Infatti se le cose vanno male (e si può star sicuri che bene non andranno) il Comune potrà accusare "Noi volevamo fare di più, ma la Provincia ci ha bloccati", la Provincia potrà ribattere "Mica è colpa nostra, noi organizziamo solo il Tavolo, sono i sindaci che decidono" e i sindaci diranno, se in minoranza, "Noi non abbiamo votato per questi provvedimenti, noi volevamo di più!", se in maggioranza, "Votazione, quale votazione? Tavolo, quale Tavolo? Io stavo fuori a mangiarmi un tramezzino ed una mozza, non ne so niente". Il tutto mentre Fojadelli apre l'ennesimo fascicolo pro forma, incutendo un tale terrore che tutti esclameranno: "Ah, sì, il fascicolo... Beh vabbè dai, lo doveva aprire e l'ha aperto, comunque non c'è problema. Dov'era quel posto che faceva i tramezzini così buoni?".