mercoledì, marzo 30, 2005

Antenna 3, stavi andando bene

Non c’è accanimento. Però stasera il telegiornale di Antenna 3 ne ha combinata un’altra delle sue.
Il giornalista in questione realizza un servizio sull’inaugurazione ufficiale del centro di cultura islamico (meglio noto come “La Moschea”) di via Volta. Ben fatto: c’è la tesi degli islamici e l’antitesi del Comune, si ripercorre brevemente la vicenda così che, alla fine, il telespettatore medio (quello che gli basta un’infarinatura, che tanto non gliene frega un cazzo) può ritenersi soddisfatto. Splendido. Ma proprio quando si sta per chiudere (ormai era fatta), ecco il danno irreparabile, la crepa che diventa falla e trascina nel baratro tutta la barca. “[…] l’inaugurazione ufficiale, slittata al 7 aprile”. Ma no! L’inaugurazione ufficiale non è affatto slittata. E’ sempre stata prevista una “fase due”, dedicata alle autorità, successiva a quella ufficiosa riservata ai soci. Ma soprattutto la seconda cerimonia non sarà il 7, bensì il 2 aprile.
E poiché quando si parla di inaugurazioni la data del cin cin diventa essenziale…

Grazie Trenitalia

Firenze- Venezia Mestre, dieci ore. A piedi? Ma và, in treno. Bon dai, almeno eri seduto, potevi guardare fuori dal finestrino, leggere, ascoltare musica dal tuo fichissimo I.pod. In piedi da Firenze a Ferrara. E con i coglioni girati. Vabbè, buona Pasqua.
Dedicated to Bertuge, più che un uomo, un Moai.

martedì, marzo 29, 2005

La sottovalutano. Che scemi.

Comizio nella discoteca «Etò», Testaccio, Monte dei Cocci
Flavia Vento: votatemi, sono liberale come Cavour
La soubrette lascia la Margherita per candidarsi nel partito liberale. «Alle urne il 4 e 5 aprile. Ho sbagliato date? Scusate»

ROMA - Onorevole Vento...«Scherziamo poco, eh? Che queste battute portano pure jella» (segue linguaccia e mano destra con corna; ndr ). Flavia Vento, deliziosa soubrettina sempre ben fidanzata - «anche se ora, scriviamolo, sono single» - e sempre bionda, sempre con questa sua aria da orfana di Teo Mammucari, che la infilò sotto un tavolo nella trasmissione televisiva Libero rendendola famosa, ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni regionali e non con la Margherita - «che pure... come dire? ho frequentato molto da vicino...» - ma con il Partito liberale italiano.
Dal nuovo Ulivo alla Casa delle libertà, nel volgere di poche ore, e poi eccola qui, a un’ora tardissima della notte di venerdì, per l’inizio della sua campagna elettorale che, tra l’altro, coincide anche con la sua conclusione. «Apro e chiudo, embé?».
Comizio, unico e imperdibile, alla discoteca «Etò», Testaccio, Monte dei Cocci. I potenziali militanti arrivano ben dopo la mezzanotte e si mettono, disciplinatamente, in coda. Decine di ragazze romanissime vestite da veline, tutte con la frangetta e che stanno lì, ad ancheggiare e a chiamarsi Chicca, Deborah, Samantha, Vanessa. Tutte accompagnate da tipi alti e francamente simili a quel Costantino di Canale 5, e cioè vestiti in modo bizzarro, con giacche nere luccicanti e con t-shirt bianche, con jeans lacerati e mocassini di (falso) pitone.
Lei, la soubrettina-candidata arriva sorridendo e ci sono gli energumeni della sicurezza che le fanno subito strada e che la conducono su, in cima alla scalinata bianca, nel salottino che sta dietro alla consolle del dj (un tipo con i capelli stretti in un codino e una maglietta con la scritta: «Cartelo de Medellin»). Flavia Vento lo guarda e dice: «Chissenefrega. Lui fa il suo lavoro, e io il mio. E io sono contro le droghe. Per questo sono passata alla destra». Solo per questo, signorina Vento? «No. Anche perché Silvia Costa non mi sopportava. Diceva che ero una cretinetta. Capito? Io sarei una cretinetta...». Il dj la chiama: «A Flavié? Allora? O famo sto’ comizio, sì o no?» . La Vento: «O famo, vabbé: ma ora che dico? Mammamia... Io non sono mica come coso... come si chiama... dài, giornalista, aiutami, che è uno famoso... Ah, sì, certo: io non sono mica come Fassino che cià quelli che gli scrivono i discorsi. Io, mo’, vado a braccio». A braccio. Con Chicca, Samantha e tutte le altre che, sulla pista da ballo, con musica adatta, di sottofondo, si fermano - un po’ incuriosite e un po’ perplesse - ad ascoltare.
Flavia Vento, dietro al microfono, alle masse di veline e di Costantini: «È la prima volta che mi candido alle Regionali del Lazio. Sono molto contenta. Le elezioni sono una cosa seria. Bisogna infatti eleggere il presidente della Regione. Io sono per Storace, e anche voi potete esserlo. Io sono candidata per il partito liberale, che è un partito... che è un partito storico, antico, di Cavour e... forse di Garibaldi. Forse. Comunque, sicuro di Cavour. E poi, io, comunque, mi sento liberale. Lo sento dentro, che sono liberale. Anche perché nel Lazio ci sono un sacco di cose da fare e io penso che bisogna trovare subito i soldi per gli orfanotrofi. E poi anche per gli anziani. Il 4 e 5 aprile votate per me. Ciaooo!».
Silenzio. Non un applauso. Allora la Vento si riprende il microfono: «Ma che siete tutti comunistiii? Che scemi...». Signorina Vento, si vota il 3 e il 4 aprile. «E io che ho detto? Ah, mi sono confusa...». Comizio tutto incentrato sui temi sociali... «Cioè?». Orfanotrofi, anziani... «Ho sbagliato? Mammamia: ho sbagliato?». Senta: lei, alcuni mesi fa, rassicurò i suoi elettori-fans, gli promise che avrebbe studiato un po’. «Infatti. Ho studiato. Un sacco. Forza: voglio essere messa alla prova». De Gasperi. «Deché?». Don Sturzo: «Adesso che c’entrano i preti, eh? Non facciamo trucchetti, capito? Non sono mica scema, io...». Togliatti. «Ah, questa la so’. Qui a Roma c’è una strada, è quello della strada, come si chiama? Aspetta... ah, sì: via Palmiro Togliatti. È giusto? Ho risposto bene?».
Flavia Vento spiega che «Francesco Storace è stato carinissimo, con me, che sostengo la sua elezione. M’ha detto: benvenuta tra noi. Anche se...». Cosa? «Non sono poi così sicura d’essere eletta». Di certo, racconta, raccoglierà i voti del papà Roberto e della mamma Francisca. «E forse anche quello di mia zia Antonella e di un politico famoso, del partito liberale: il signor Altissimi». Adesso, il dj alza la musica. Lei scende in pista a distribuire i suoi volantini. Ma ci sono due tipi, con i capelli zuppi di gel, che la chiamano: «A onorevole Flaviaaa! A passerottaaa! Daje, viè a ballà...».
Fabrizio Roncone
28 marzo 2005

domenica, marzo 27, 2005

Le tradizioni vanno rispettate

sabato, marzo 26, 2005

Carramba che sorpresa!

Catcher Bloch (nel miglior stile Raffa Nazionale) riunisce dopo tanti anni di forzata lontananza due gemelli separati alla nascita e che, con ogni probabilità, non sanno ancora l'uno dell'esistenza dell'altro.
Dopo disperate ricerche, è stato infatti rintracciato nei meandri della Camera dei Deputati Piergiorgio Stiffoni misconosciuto fratello gemello del più noto Piergiorgio Stiffoni. Il primo (a quanto pare) deputato margheritino. Il secondo (notoriamente) senatore leghista nonché provetto fochista.

Fondamentalismi e chiare prese di posizione

Stiffoni & co., dite inequivocabilmente e pubblicamente: "Condanniamo senza se e senza ma il terrorismo (psicologico)!".
Solo allora vi permetteremo di rientrare al K3.

Questioni fondamentali

Ma le belle donne sono di destra o di sinistra?
Trattasi di quesito (suscitato oggi da una svolazzante comparsata) al quale un attento conoscitore del mondo politico non ha saputo dare risposta. In compenso ha allargato un gran sorriso.

giovedì, marzo 24, 2005

Ti intervisto, ma prima firma qua

Come mai in questo periodo i giornalisti di Antenna 3 chiedono agli intervistati (anche quelli fermati per strada) di sottoscrivere un'autocertificazione nella quale si dichiara di non appartenere a qualsivoglia partito e di non partecipare all'attuale competizione regionale?*
Malizia è profumo d'intesa: non è che quel signore con il lupetto che vuole ridarmi la mia dignità teme di fare pubblicità (a gratis) a qualcuno dei suoi avversari?
*Trattasi, a detta di una collaboratrice, di un modulo "mai visto e mai fatto firmare prima d'ora".

Se il poliziotto si bulla ma poi ribolle

Si dice che un importante funzionario della questura di Treviso, nel corso di un convegno sulla pedofilia tenutosi oggi in città, si sia lasciato sfuggire qualche informazione di troppo circa un'operazione (peraltro conclusasi brillantemente) che, a quanto pare, non doveva essere pubblicizzata ancora per qualche giorno. Fiato ai microfoni, dunque, e morso alla lingua.
Si dice che fosse presente solamente una giornalista (si dice, peraltro, davvero carina) di una testata che, se una cosa può vantare, è proprio quella di controllare capillarmente ogni angolo della città. Si dice che il funzionario, interpellato a convegno finito, abbia anche ribadito la faccenda alla brava giornalista che, com'è ovvio, ha immediatamente dato avvio alla "procedura buco".
Ma una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall'arco scocca, vola veloce di bocca in bocca. Così anche i colleghi rivali nel giro di qualche ora hanno appreso l'arcano. Si dice che il funzionario, contattato da questi, abbia però negato, abbia imposto di non scrivere nulla ed anzi, abbia chiamato la redazione della brava giornalista per cercare di bloccare in extremis l'uscita del (legittimo) pezzo.
Si dice che l'articolo domani uscirà comunque.
E io ripenso ad un post di Nietzsche.
P.s. della notte. Oggi tutti e tre i giornali riportavano la notizia in questione. Il che significa che tutti i giornalisti delle tre testate (G. T. e CdV.) se ne sono abbondantemente sbattuti degli ordini di non pubblicazione.
P.p.s. Se tutti e tre i giornali hanno riportato la notizia, come mai solamente T. e CdV. sono stati esclusi dalla conferenza indetta oggi in questura (almeno inizialmente)?

mercoledì, marzo 23, 2005

Notizie

Questa sera, ore 19.30, l'edizione trevigiana del telegiornale di Antenna 3 ha aperto con un ampio servizio sulla due giorni pasquale a Jesolo (sic). L'inviata ci spiegava dalla spiaggia deserta come inaspettatamente la località balneare avesse registrato il tutto esaurito, lanciando qua e là interessantissimi contributi degli albergatori locali che, dopo tanti piagnistei, finalmente possono gridare al mondo la gioia ritrovata.
Tutto questo mentre a Villorba si spargeva la notizia dell'imminente apertura del più grande centro islamico del Nordest, un operaio veniva ricoverato in seguito alle ustioni provocate dall'esplosione di una tubatura del gas, dal cielo piovevano deltaplanisti e da una redazione si alzava un ululato spaventoso: "Dio, perchè non mi hai concesso più pagine!".

martedì, marzo 22, 2005

Il borgomastro

Sabato mattina. Messaggio ricevuto sul telefono cellulare d'ordinanza da Giuseppe Basso, assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Treviso: "Avvistate pantegane lunghe così. Provvedere".
A buon intenditor, poche parole. Non penso sia necessario citare il mittente.

Questione di stile

Urge sapere a chi scrive il nome e l'indirizzo del consulente d'immagine o dello stilista di Giampaolo Bucciol (Liga Fronte Veneto per Carraro).
Chiunque l'abbia potuto ammirare, stasera su Antenna 3, ne comprende le ragioni.

In fin dei conti sei poco più d'una cameriera

Maitre.
Te ne stai lì seduta, gambe accavallate su uno sgabello che ti innalza sopra il gregge implorante. E li guardi, questi poveracci, uno ad uno, squadrandoli con i tuoi occhioni che si sporgono appena un po' più in là dell'orlo strabordante delle tue labbra. Ma che dico labbra! Per dio, sono due splendide camere d'aria, un eccitante vuoto a perdere. Così perfette, quasi sembrano gonfiate da uno spiffero sfuggito da quello che sta appena una spanna più sotto, che fa tanto pandan.
Chiedo ad una ragazza, una normale, che si sta spezzando la schiena sotto i tuoi occhi: "Scusa, avresti un tavolo per due?", "Mi spiace ma non sono io l'addetta. Aspetta che te la chiamo". E aspetto. "Devi andare tu lì". Giusto. Perchè dovrebbe venire lei? In fondo sono solo un (potenziale) cliente. Mi faccio largo tra la folla e tu mi guardi, capisci che sì, ho proprio un disperato bisogno di te, ma non ti scomponi, non ti affacci: "E che cazzo, se vuoi un tavolo, almeno sudatelo!". Finalmente ci riesco, ma tu mi dai le spalle e non si sa perchè, visto che non hai proprio nulla da fare. Poi, d'un tratto, sibilante "Sì?", "Vorrei un tavolo per due". Mi guardi stralunata, dai una rapida occhiata al foglio che hai di fronte, quindi, guardando sempre da un'altra parte, svogliata "Almeno mezz'ora". Ora, dal momento che sono le undici e un quarto di sera, con cortesia ti dico "Va bene, non importa. Grazie comunque, ciao". Aspetto una risposta. Mi giro aspettando una risposta. Faccio il primo passo aspettando una risposta. Poi due, poi tre. Me ne andrò senza avere risposta. E giustamente, anche. Se vado in un noto locale di proprietà di un ex capitano della Benetton Basket, dovrò pur sottostare mestamente ai maltrattamenti chic di una signorina che per tutta la sera non fa altro che smistare la gente ai tavoli. Fa solo quello, ma così bene! Si sente un po' padrona e un po' dominatrice, un po' famous e un po' glamour.
Ed io ripenso a quella storiella, di quando una certa Rice (non ancora segretario di Stato eppure già molto ben inserita), entrata in un negozio monomarca (forse Armani, forse Versace, non ricordo) dopo essere stata trattata come una pezzente per tutto il tempo (a chi non è mai successo di sentirsi inferiore al/alla commesso/a che ti guarda manco fosse lui lo stilista a cui vorresti dare i tuoi soldi) al momento di pagare alla cassa è sbottata: "Senta un po', ma lei se lo chiede come mai io sto da questa parte del bancone e lei dall'altro?". C'ho ripensato.
Ma no, è una cosa che non si deve fare.

lunedì, marzo 21, 2005

Ma tu in che sponda stai?

Domanda: ma sono più criptochic gli avventori del Bottegon o quelli del Mamamia?

domenica, marzo 20, 2005

Omelia. Religione: prendere o lasciare

Leggo su Tanhauser che Amina Wadud, rompendo una tradizione di quattordici secoli, è stata la prima donna a condurre (come imam) la preghiera musulmana del venerdì*.
Nietzsche commenta con un post chiedendosi quando una cosa del genere accadrà nel mondo cattolico.
Il fatto è che le religioni hanno delle regole, prevedono ruoli, impongono comportamenti. E se tu vuoi far parte della combriccola devi accettarli. Al contrario, oggi, tutti pensano alla religione (che è ben diversa dalla fede) fai da te. Sono cattolico però non praticante (e che vuol dire? l'essenza della religione è la pratica), credo a Gesù ma non nella Madonna, sono musulmano ma mangio le salsicce, vorrei le donne al posto degli uomini, non credo nella Chiesa però in Dio sì e via discorrendo.
Ma così è troppo facile. Il cattolicesimo (e credo anche l'islam) prevedono che a celebrare (la Messa o la preghiera del venerdì) sia un uomo. E così sia. Sono canoni millenari, resi indiscutibili ed inopinabili dagli uomini stessi, che governano la vita religiosa di milioni di fedeli (che d'altra parte si affidano alla religione anche per il suo carattere preconfezionato, che dà così tanta sicurezza).
Cambiare queste regole non ha senso, perchè significa snaturare ciò che si vuole trasformare. Quindi o si prende o si lascia. Oppure si fonda un culto su misura.
E' parola di Catcher Bloch.
*La cosa, ovviamente, è successa in una moschea di Manhattan e non a Teheran.

sabato, marzo 19, 2005

Se capitan Salmaso non ci sta

Si dice che Mirella Tuzzato, presidente di TrevisoViva, debba ancora digerire l'indimenticabile siparietto di mercoledì scorso quando, durante la conferenza stampa per la presentazione della manifestazione Treviso città aperta, il comandante dei vigili urbani, Danilo Salmaso, non gli ne ha fatta passare una. Tutto è iniziato sotto i peggiori auspici: Tuzzato porta con sé il rappresentante (romano) di un'azienda produttrice di scooter elettrici. "Mi sembrava opportuno, dal momento che...". "Non è affatto opportuno. Lei non può invitare ad una conferenza stampa indetta da noi ospiti suoi. Io non conosco il signore, non è stato invitato, qui non si siede al tavolo". Splendida la scenetta con gli altri invitati allibiti e il poveraccio costretto a sedersi tra i banchi due file più indietro. Il battibecco è quindi proseguito per tutta la conferenza, arrivando al suo zenit quando Tuzzato, orgogliosa, ha illustrato l'esposizione (con possibilità di prova) di alcuni mezzi elettrici in due piazze della città. Commento di Salmaso: "Però se non sono immatricolati e non è tutto in regola noi li sequestriamo. Faccia attenzione che sia tutto come previsto dalla legge, perchè non si possono fare le cose così tanto per fare". Ennesimo scambio acido, giù il sipario.
P.s. Dopo aver lanciato l'avvertimento alla Tuzzato circa il severo rispetto delle regole, Salmaso ha annunciato con sorrisino complice e birichino, che il prossimo 29 maggio una piazza "centralissima" sarà chiusa per permettere agli under 14 (sic) di correre liberamente a bordo di fiammanti ciclomotori. Così, tanto per provare l'ebbrezza.

Scambi di persona per raccogliere consensi

Si comunica ufficialmente che il Carlo Manfrenuzzi di Alleanza Nazionale che invita a votarlo dai manifesti elettorali sparsi in giro per Treviso è, in realtà, Antonio Cornacchione, già in forze a Zelig, ora a Che tempo che fa.

giovedì, marzo 17, 2005

Bacialli

Pensavo fosse direttore.
E invece era un calesse.

domenica, marzo 13, 2005

Concetti interessanti

Con un click scaricare.
Con un roll decifrare.
Con un auhn! sbadigliare.
Indi, cestinare.

La fortuna aiuta gli audaci

Mi dicono che un dirigente (non se ne conoscono però grado e mostrine) del Treviso Football Club, un paio di mesi fa ha scommesso 5 mila euro sui biancazzurri ai playoff.
Il che significa che mentre baffo Pillon continuava a parlare ostinatamente di salvezza, qualcuno alle sue spalle già pensava in grande.

sabato, marzo 12, 2005

Dibattito sull'art. 18. Dalla rubrica "Lettere al direttore"

Caro Direttore, due settimane fa ho compiuto 42 anni. La mattina del mio compleanno mi sono alzato ed ero un po' giù di morale. Sono andato a fare colazione sperando che mia moglie mi dicesse "BuonCompleanno!" e mi facesse una sorpresa dandomi un regalo. Invece mi ha detto solamente: "Buongiorno". I miei figli si sono seduti a tavola e l'unica cosa che mi hanno detto è stata "Abbiamo bisogno di un aumento della paghetta !". Così sono andato a lavorare ancora più depresso. Appena entrato in ufficio, però, la mia segretaria (25enne e carina) mi è venuta incontro esclamando: "Buon Compleanno!". Mi sono sentito subito meglio: per lo meno qualcuno se ne era ricordato! Ho lavorato normalmente fino a mezzogiorno quando la segretaria mi ha chiamato proponendomi di andare a mangiare insieme; ho accettato dicendole che era la proposta migliore che potesse farmi. Abbiamo scelto un ristorante molto accogliente, abbiamo mangiato con calma e poi siamo andati da un'altra parte a bere un drink. È stato tutto molto bello e mentre tornavamo in ufficio la segretaria mi ha detto: "Visto che oggi è un giorno speciale perché anziché tornare subito al lavoro non andiamo a casa mia a rilassarci un po'?". Le ho risposto allibito che era un'ottima idea. Appena entrati nel suo appartamento, lei mi ha detto: "Se non le dispiace desidererei mettermi qualcosa di più comodo." Io le ho risposto che non c'era alcun problema... E così se ne è andata in camera sua. Dopo tre minuti ne è uscita .... con una grande torta di compleanno, seguita da mia moglie, dai miei figli e dai miei amici con i quali cantava in coro: "Tanti auguri a te, tanti auguri a te!", mentre io ero in piedi in mezzo al salotto, nudo, con addosso solo un paio di calzini corti.
Adesso mi dica: Le sembra giusto che io non abbia la possibilità di licenziare quella testa di cazzo della mia segretaria?

venerdì, marzo 11, 2005

Il Treviso Fc, i $ e i sogni infranti

Come al solito. Perchè ogni volta che il Treviso Football Club comincia a sentire il profumo della massima serie, prende il via una girandola di voci circa oscure macchinazioni per rimanere in B?
Succede sistematicamente e, in città, chi segue anche solo di sfuggita il Treviso non può non averne sentito parlare (anche in questi giorni). "Vedrai, prima o poi tirano il freno a mano", "Sì, sì, vogliono fare i playoff, così la quotazione dei giocatori sale, ma poi addio", "A? Ma quale A, vedrai che alla fine restano qua, andare in A costa troppo e la dirigenza non vuole mettere mano ai portafogli". Per non parlare di ben più tristi previsioni: "Hanno spinto alla grande, poi venderanno le partite. E' già successo". Congetture riferite da molti giornalisti (alcuni dei quali veramente ben inseriti nell'ambiente biancoceleste), da qualche companeros di Ca' Sugana e da alcuni smaliziati tifosi.
Personalmente (e mi pregio di avere al mio fianco in queste considerazioni una delle maggiori firme sportive di Treviso, sponda Tribuna) penso che la A sia sempre una grande opportunità, anche in termini di $, per dirigenza e giocatori. Come dice Andreotti, però, "A pensar male si fa peccato però spesso ci s'azzecca". Solo il tempo dirà se a vincere sono i sogni o gli squallidi conti di una becera ragioneria.

giovedì, marzo 10, 2005

Chi di cicca ferisce, di cicca perisce. Ma dopo non rompa i coglioni.

Caro Mario Stalteri, perchè non ti assumi le tue responsabilità? Hai fumato, ti sei goduto il piacere effimero di una sigaretta fugace, hai gioito infuocando quella post pasto (indimenticabile) e ti sei compiaciuto assaporando quella bagnata dalle labbra ancora umide di caffè. Insomma, non ti sei fatto mancare un cazzo (di fumo parlando, of course), finchè è durata.
E allora perchè l'Ente Tabacchi Italiano, che (poveraccio) fa solo il suo mestiere lasciandoti libero di decidere se fumare o non fumare e se sì, quante bionde sbubazzarti in una giornata, adesso deve pagare ai tuoi eredi 200 mila euro?
Se io mi mangio dieci grasse, grondanti zucchero, colesteroliche torte al giorno e muoio infartato perchè sono un obeso, mica i miei eredi vanno a chiedere al pasticcere di pagare 200 mila euro (o almeno lo spero)! Lui fa le torte e dopo son cazzi miei.
Lo stesso dicasi dell'alcol. Se muori con il fegato spappolato perchè trangugi tre spritz con i Bucaneve, mica vai dall'Aperol a chiedere 200 mila euro!
E allora, Stalteri, o meglio, eredi di Stalteri, perchè avete dovuto creare un precedente ridicolo, facendo dell'Italia un Paese ancor più paradossale di quello che già è?
A chiedervelo è un tabagista.

Tanto cordoglio. Sì, va bene, ma poi?

Tg2 delle 20.30: "Dear Carlo... Inizia così, confidenzialmente, la lettera inviata oggi da George W. Bush al Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi. Una missiva con la quale Bush ha voluto esprimere il proprio cordoglio a tutto il popolo italiano [...] Normalmente il presidente Usa preferisce le telefonate, ma questa volta i membri dello staff sono stati concordi: era necessario fissare con parole scritte sulla carta [...]".
Non credo che il cadavere di Nicola Calipari si debba accontentare di una letterina Postacelere, con i cuoricini e il profumo che esce dalla busta. Forse sarebbe meglio diminuire gli inchini e aumentare gli sforzi per capire che cosa è successo veramente, e cioè la Verità.
O forse sarebbe meglio che Calipari si accontentasse. Le venti salme del Cermis non hanno avuto manco la telefonata.

martedì, marzo 08, 2005

Bonjour finesse!

Gole profonde capillarmente diffuse sul territorio (una ogni 7 chilometri circa) m'informano che oggi, sulle scalinate di Ca' Sugana, il prosindaco Giancarlo Gentilini si è esibito in un confronto aperto (e moderno) con il mondo della carta stampata.
Dopo aver domandato con il consueto fare amabile: "Dove xeo queo dea Tribuna?", riferendosi ad un giornalista reo d'aver detto il vero sulla Treviso Marathon, alla risposta complice dei cronisti intimoriti ("Non c'è"*), ha risposto "Beh, dixeghe chel vada 'fanculo".
Le prossime esternazioni ufficiali, secondo i bene informati, dovrebbero essere il rutto libero e la scorreggia franca.
*In realtà era sito all'Urp, dove s'era appena recato con tempestività da zingara veggente.

La nostalgia di un cantautore che vive di ricordi

Ma perchè Francesco Guccini continua ad utilizzare per i manifesti dei suoi concerti una fotografia datata 1973?

domenica, marzo 06, 2005

Non ci resta che ridere

Furio Colombo, il fu presidente di Fiat America (e dico Fiat + America), viene cacciato dall'Unità con l'accusa d'essere "troppo di sinistra" persino per il giornale Ds.
La Puglia, patria di maschioni dal testosterone calibro 9 come Lino Banfi, elegge (quasi) presidente Nichi Vendola, omosessuale e comunista.
Flavia Vento, già vuoto pneumatico della Margherita*, porta ora i suoi buoni propositi nella lista di Storace e si candida al suo fianco (e a quello di Bud Spencer) alle regionali del Lazio.
Ormai siamo al cortocircuito.
*Per chi non riuscisse a sentire la viva voce della grande statista, lo storico intervento è leggibile nella sua fedele trasposizione qui.

sabato, marzo 05, 2005

Ha nevicato? Quando? ovvero Leggere il Gazzettino e rimanere barricati in casa (per niente)

Giovedì è venuta giù tanta di quella di neve che nemmanco le 70 aziende convenzionate con la Provincia (diffuse capillarmente su tutto il territorio, per un totale di circa 200 mezzi tra vetture spargisale e lame sgombraneve, circa un migliaio di persone messe in azione, un mezzo antineve ogni 7 km, più di 3.000 quintali di sale sparsi sulle strade, e tutto il rimanente delirio sottoscritto dall'ufficio stampa "di Zaia") sono riuscite ad impedire il disastro da quarto mondo*.
Il giorno successivo campeggiavano nelle edicole due civette illuminanti**. NEVE, titolava la Tribuna, forse intendendo NEVE! ("evviva nevica!") oppure NEVE?!? ("ma non è un pò fuori stagione?") oppure NEVE... ("comprate il giornale e scorpirete cos'è successo"). Una cosa è certa: anche quelli che non si sono accorti della nevicata del giorno prima (grazie alle 70 aziende convenzionate, diffuse capillarmente bla bla) per mezzo della Tribuna son riusciti a sapere che sì, in effetti il giorno prima aveva nevicato. Il Gazzettino ha invece optato per un apocalittico: "E oggi andrà peggio". Informatori capillarmente diffusi raccontano di capannelli di divertite persone intente a leggere la locandina attraverso le lenti polarizzate degli occhiali da sole. I più sfortunati si davano di gomito riparando gli occhi dai raggi con una copia del quotidiano di Bacialli.
* Com'è evidente Lettera Ventidue è un blog menzoniero, tendenzioso e pure un pò comunista. Come tutti hanno potuto vedere, infatti, le cose sono andate benissimo ed anzi, girano voci di e-mail di ringraziamento arrivate in tarda serata a viale Cesare Battisti.
** Quella del Corriere del Veneto non l'ho letta perchè, come al solito, non c'era o era attaccata sotto quella di Starbene Magazine.

venerdì, marzo 04, 2005

Tratta da uno dei peggiori film della storia

Allora: c'è Superman che vola nei cieli di Metropolis ed è supereccitato. Guarda giù, scruta le strade, alla disperata ricerca di qualcosa che plachi le sue macroscopiche voglie maialine. Ad un tratto vede Wonderwoman distesa sul tetto del Palazzo dei Supereroi, intenta a prendere il sole completamente nuda e con le gambe aperte. "Ce la posso fare" pensa tra sè e sè Superman, "d'altronde ho i superpoteri e, tra questi, la supervelocità. Posso riuscire a farmi una sveltina senza che lei si renda minimamente conto di cosa sta succedendo!". Detto, fatto. Superman si lancia a velocità supersonica, plana su Wonderwoman e in un men che non si dica se ne va tutto soddisfatto. A quel punto Wonderwoman esclama incredula "Ma che diavolo è successo!?!" e l'Uomo Invisibile, rialzandosi, "Non lo so, però ho il buco del culo in fiamme!"

La donna ideale

Adriana Balboa. Chi ha visto anche solo un episodio della serie che ha per protagonista lo "stallone italiano" non avrà difficoltà a capire perchè.
E quando rivedo la scena di lei che si risveglia dal coma e dice a Rocky: "Vinci!", non possono fare a meno di asciugare le calde lacrime che sgorgano copiose dai miei occhi.

mercoledì, marzo 02, 2005

Ma che ce frega? Tanto son soltanto cancerogene

C’è chi l’ha vissuta come una soffocante sconfitta e chi, al contrario, come una rombante vittoria.
La città si è divisa tra la rabbia degli ecologisti e la gioia dei motoristi ma tant’è, alla fine il «mea libera tutti» votato dalla Giunta di Treviso venerdì scorso l’hanno sfruttato tanto i primi quanto i secondi. Così, dopo mesi di alternanze e deroghe, provvedimenti e Tavoli, lunedì Treviso è stata nuovamente preda di orde di automobilisti in cerca di vendetta: “Oggi pomeriggio prendo la Panda non catalitica e, anche se non devo andare da nessuna parte, mi faccio due, tre giri del Put. Così, giusto perché adesso si può”, ho sentito dire da qualcuno. Non è dato sapere se abbia poi portato a termine il suo piccolo Gran Premio, ma il sarcastico programma pomeridiano ben fotografa lo spirito della ritrovata libertà veicolare.
Basta con le targhe alterne, siano esse per due o cinque giorni, basta con i blocchi totali per le automobili ante litteram. Per sconfiggere l’inarrestabile ascesa delle polveri sottili l’ultima arma (spuntata) rimasta nelle mani dell’amministrazione sono le ore vietate ai riscaldamenti e le domeniche a piedi: già glissata quella appena trascorsa, resta adesso soltanto quella del 13 marzo. L’assessore provinciale, Leonardo Muraro, assicura: “Per quella data, siamo certi che il blocco sarà davvero totale, tutti i ventiquattro sindaci mi hanno dato la loro parola”. La parola di un sindaco è la parola di un sindaco, e mi guardi Iddio dal metterla in dubbio, eppure già si rincorrono voci di possibili defezioni: chi non ha mezzi e risorse per eseguire l’ordinanza, ed allargando le braccia è costretto a dire no, chi ha già alle spalle due o più domeniche a piedi, e pertanto si sente legittimato a passare la mano. E nell’attesa di vedere come andrà a finire, nelle principali arterie cittadine il traffico è tornato agli antichi fulgori.
“Abbiamo ricevuto decine di telefonate ma, contrariamente ai giorni precedenti, quando fioccavano gli improperi ed il nervosismo si poteva toccare con mano, ora sono tutti contenti e radiosi”. Parole delle responsabili dell’Ufficio relazioni con il pubblico di Ca’ Sugana, stando a quanto riferitomi. Per mesi bersaglio delle telefonate di chi proprio non capiva se poter circolare o meno, da lunedì si godono la ritrovata serenità cavandosela alla cornetta con un semplice ma efficace: “Non importa che macchina ha lei, da oggi in poi circola, punto e fine”.
Secondo le voci di corridoio (e qualche boxino sui giornali), tra i più sbalorditi dall’inaspettato colpo di spugna, i proprietari delle vecchie automobili non catalitiche. Per settimane reietti dalla libera circolazione, sono stati inaspettatamente investiti da una rinnovata dignità: “Hanno letto sui giornali ma non riescono a credere di poter ricominciare a guidare in città”. Si aprono dunque le saracinesche e rivedono la luce Volkswagen Jetta e Citroen Visa, Fiat Argenta e Talbot Solara.
Tutto è finito, almeno fino all’ottobre prossimo (quando, secondo gli esperti, si riproporrà nuovamente il problema Pm10). Resta sospeso nell’aria, però, l’eco delle parole pronunciate nei giorni scorsi dall’assessore all’Ambiente di Treviso, Michele Chiole, poco dopo la Giunta della svolta: “Dicono che le targhe alterne non servono a nulla perché, che siano 70 o siano 160, il limite di 50 microgrammi per metro cubo è superato in ogni caso. Non credo però che per un cittadino sia la stessa cosa respirare 70 o respirare 160”.

martedì, marzo 01, 2005

Complimentoni ai consulenti d'immagine!

Domanda: ma quanto brutti sono i poster elettorali di Galan?
Volto grigio (ed ingrigito) con occhi afflitti a dire "Sono qui, nella mestizia di una vita che non riserva che infelicità e malinconia. Perchè non mi voti?". Il tutto su tetro sfondo blu tenebra mentre su campo vermiglio acceso, a ricordare il sangue che scorre, campeggia lo slogan: "Giancarlo Galan, il nostro presidente". Il "nostro" presidente? Tiè!

Prodotti avariati in pomeriggi svaccati

Buona Domenica, il grande "contenitore" domenicale.
Qualcuno mi dica dove si legge la data di scadenza, che l'odore e l'aspetto non sembrano dei migliori.