giovedì, marzo 24, 2005

Se il poliziotto si bulla ma poi ribolle

Si dice che un importante funzionario della questura di Treviso, nel corso di un convegno sulla pedofilia tenutosi oggi in città, si sia lasciato sfuggire qualche informazione di troppo circa un'operazione (peraltro conclusasi brillantemente) che, a quanto pare, non doveva essere pubblicizzata ancora per qualche giorno. Fiato ai microfoni, dunque, e morso alla lingua.
Si dice che fosse presente solamente una giornalista (si dice, peraltro, davvero carina) di una testata che, se una cosa può vantare, è proprio quella di controllare capillarmente ogni angolo della città. Si dice che il funzionario, interpellato a convegno finito, abbia anche ribadito la faccenda alla brava giornalista che, com'è ovvio, ha immediatamente dato avvio alla "procedura buco".
Ma una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall'arco scocca, vola veloce di bocca in bocca. Così anche i colleghi rivali nel giro di qualche ora hanno appreso l'arcano. Si dice che il funzionario, contattato da questi, abbia però negato, abbia imposto di non scrivere nulla ed anzi, abbia chiamato la redazione della brava giornalista per cercare di bloccare in extremis l'uscita del (legittimo) pezzo.
Si dice che l'articolo domani uscirà comunque.
E io ripenso ad un post di Nietzsche.
P.s. della notte. Oggi tutti e tre i giornali riportavano la notizia in questione. Il che significa che tutti i giornalisti delle tre testate (G. T. e CdV.) se ne sono abbondantemente sbattuti degli ordini di non pubblicazione.
P.p.s. Se tutti e tre i giornali hanno riportato la notizia, come mai solamente T. e CdV. sono stati esclusi dalla conferenza indetta oggi in questura (almeno inizialmente)?

4 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Io non conosco alcun giornale trevigiano che controlli ogni angolo della città. Anche perché, se davvero ci fosse un giornale simile, non si capisce perché venda ventimila copie in una provincia di quasi 800mila abitanti mentre - tanto per fare un esempio che ho sottomano - il Gazzettino di Pordenone venda più di diecimila copie in una provincia di 250mila anime.
P.S. Anche se sommiamo le testate concorrenti, la percentuale di lettura pordenonese è superiore a quella trevigiana, che evidentemente è meno appetibile.
Ciao, Loris

1:27 AM  
Anonymous Anonimo said...

Non entro nel merito della vicenda, ma mi risulta che i giornalisti, a quel convegno, fossero almeno due, e di testate differenti. Dunque è difficile
parlare di "procedura buco": a meno che, da oggi in poi, non decidiamo di applicarla a qualsivoglia conferenza stampa, convegno, incontro, manifestazione pubblica che abbia più di due cronisti/inviati/collaboratori sul posto.
Solo per amore della verità, per quanto difficile sia stabilirla

Andrea

Ps Che l'indice di lettura a Treviso e provincia sia basso, non è una novità. A Parma, ad esempio, è superiore al doppio della Marca. Un dato che non fa onore alla nostra provincia...

3:11 PM  
Blogger Catcher Bloch said...

Per onore del vero. Dopo attente verifiche, confermo che le giornaliste al convegno incriminato erano due. Però Passero non somatizzare più del dovuto, ti prego. Il post evidenziava il comportamento ballerino del c. della m. mica del giornale o della sua collaboratrice. E poi, suvvia, cercare di dare un buco è l'essenza del giornalismo, chi ci riesce ha il mio plauso.

12:41 AM  
Anonymous Anonimo said...

Per avere la risposta al tuo secondo P.s. puoi chiamare lo 0422-577111 e chiedere del dottor Riccardo Tumminia. Facci sapere, siamo curiosi anche noi.
Paolo

12:09 PM  

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