venerdì, aprile 08, 2005

La dura realtà

Suona il cellulare. Riemergo dal sogno, mi desto con malavoglia. Le 10.15 del mattino. "Sì?" "Buongiorno, sono D'Aguanno".
In un istante intravedo, oltre i confini della fase rem, un uomo a bordocampo. Ha un piumino caldo, due guanti soffici, brandisce un microfono quasi fosse uno scettro ed il capo è sormontato da un'aureola che però forse, a ben guardare, son solamente un paio di cuffie. E già sento la voce fuori campo ora di Longhi, ora di Piccinini, dargli la linea, darmi la linea. E' il paradiso, penso. "Alberto?" balbetto timoroso. "No, sono Pino, Rifondazione Comunista, sezione di Mogliano Veneto".
E mentre d'Aguanno (Alberto) mi saluta sventolando il guantone sofficione, odo l'eco d'un triplice fischio lontano.