domenica, maggio 08, 2005

Essere la moglie di un calciatore, oggi

Va in onda su Canale 5, in queste settimane, una fiction però!-patetica che consiglio a tutti per comprendere finalmente quali drammi si nascondono dietro al carrozzone che ci fa impazzire ogni domenica: Ho sposato un calciatore. Giovedì il serial, che racconta quanto è dura fare (badate bene, non essere) la moglie di un calciatore, ha collezionato quasi 5 milioni e mezzo di spettatori.
Mi è capitato di vederne una parte qualche notte fa, durante una di quelle repliche notturne che spesso carpiscono gli svagati ricercatori di pornografia gratuita. La frase che dà la misura della produzione (oltre alla presenza di Costantino Vitagliano) è dettata ai posteri dalla moglie del capitano che, seriamente, ammonisce una nuova arrivata dicendo: "Tu non devi lavorare, sei la moglie di un calciatore. E' un lavoro anche quello".
E poi via in un turbinio di Cayenne, Lamborghini Diablo, champagne, vestiti di lusso, scopate rubate con le sciacquette in discoteca, in un'apologia dei calciatori ma, sopratttto, delle di lor consorti, intente a frignare a bordo del fuori strada (ma anche al bagno turco e durante la ricostruzione unghie) con spasmi sentimentali quali: "Non so, sono irrealizzata"; "Così non va! Dovresti truccarti quando vai in tribuna d'onore, è una partita di cartello"; "Fai come tutte noi, chiudi un occhio sulle scappatelle di tuo marito se no poi, se litigate, non rende più in campo" (leggi anche: e non arrivano più i soldini a casa). Non mancano, com'è ovvio, la società calcistica madre-padrona e l'allenatore severo ma buono dentro.
Da segnalare il ruolo essenziale di Vitagliano. Nella puntata da me vista (ammetto, a salti, ma non penso d'aver perso punti salienti), il Bello che tutti invidiamo s'è distinto per due battute fulminanti. La prima, in spogliatoio durante una reprimenda del capitano: "Oggi è proprio arrabbiato". La seconda, mentre il mister sta passando in corridoio: "Mister, le dovrei parlare..." "Non ora".
In ogni caso, questa chicca catodica merita d'essere vista, oltre che per tutte le buone ragioni addotte sopra, per la presenza della splendida Jane Alexander, sconosciuta ai tempi di Zengi, cattiva sensuale in Elisa di Rivombrosa, moglie tradita, cocainomane, paranoico-depressa del capitano Bruno in Ho sposato un calciatore.