giovedì, maggio 26, 2005

La sportività, le fandonie e le reprimende moraliste

Ho metabolizzato. Nella vita ci sono cose più importanti per le quali provare dolore. In ogni caso mi asterrò da qualsivoglia commento (tecnico) sulla disfatta, dal momento che sprecare tempo ed energie per una squadra simile non mi pare proprio il caso (soprattutto ora che tifo Legnano).
Mi stupisce, però, il walzer di ipocrita sportività che alcuni blog (ma forse sarebbe meglio dire taluni commenti) tentano in tutti i modi di proprinarci. Abbiamo perso. Abbiamo dimostrato di essere la squadra fighetta d'Italia, belli, bravi e talentuosi ma che scoppiano in lacrime non appena si sbucciano un ginocchio. Abbiamo palesato la mancanza d'una qualunque spina dorsale, abbiamo chiarito di essere mosci, di squagliarci alla prima difficoltà manco fossimo l'AC Spercenigo.
Indi, per tutte le ragioni ora addotte, meritiamo d'essere sbeffeggiati, derisi, additati come esempio mirabile di deficienza sportiva. Lo meritiamo perchè, a parti invertite, avremmo fatto lo stesso. Ah che stolti, durante il rito della cicca all'intervallo! Tutti a ridere, alla faccia degli interisti e degli juventini: "Pensa come si rodono...", "Avranno messo su una videocassetta con i grandi trionfi di Herrera per consolarsi" "Sì, sì, in bianco e nero" "Domani sai come saranno tristi, proprio loro, con il tricolore in bella mostra che tra due settimane non se lo ricorda più nessuno!" "Quale tricolore?" "Ah ah ah ah!". E già pregustavo ironici post sull'amata propaggine del mondo telematico.
E invece. E invece abbiamo dimostrato ancora una volta che il Milan è il Milan, nel bene e nel male. Che la sindrome La Coruna (ma potremmo chiamarla anche Eindhoven) è materia in grado di appagare la sete della psicanalisi moderna. Che le squadre inglesi meritano di vincere perchè (spesso) sono inferiori, è vero, ma non mollano mai e basta un appiglio, una cima lasciata lì per caso e cazzo se tornano a galla! (Chiedere a Monaco per conferme). Loro sono il Calcio. Quello di chi non ci sta, quello di chi lotta, quello di chi canta you'll never walk alone e poi, dopo essere stato nel fango, guarda dall'alto gli aristosnob alla Seedorf. Shevchenko alla vigilia dichiarava alla Gazzetta: "Anche se non vinciamo non importa, nella vita c'è altro. Ci bastano gli applausi". Ma ci si può presentare a centrocampo in una finale di Coppa Campioni con 'sta anda?
E allora ben vengano gli sberleffi bianconeri, i risolini e le gomitate dei cugini, le prese per il culo più dure da mandar giù. Siamo a terra e potete infierire. Perchè noi avremmo fatto lo stesso. Ma per piacere risparmiateci i moralismi gnè gnè su chi deve tifare chi, tifare contro è sbagliato, siamo tutti amici, volemose bene che siam tutti italiani. Perchè quello proprio non lo posso sopportare.

4 Comments:

Anonymous nietzsche said...

Il post dice molte verità sulla situazione psicologica del Milan e sul calcio inglese.

Però, scusami, io insisto a non capire il tifo contro. Sarò anche un tifoso anomalo, come mi ha detto oggi un collega che non ha ache vedere con nessuna delle grandi squadre italiane, ma è così.

E non è una dichiarazione di adesso: in passato mi è accaduto di assistere a partite importanti in cui non giocava il Milan: mi sono guardato la partita senza tifare contro la Juventus o l'Inter o la Roma, né, tantomeno, sono sceso in strada ad esultare quando hanno perso. Mi sembra davvero una cosa da repressi e frustrati.

Sorry, ma per me è così.

1:22 AM  
Blogger bucaniere said...

Nietzsche sa già come la penso, in maniera diametralmente opposta alla sua. Lo sberleffo, la presa in giro dopo una partita rimangono per me il sale del calcio, e questo non autorizza nessuno ad assumere atteggiamenti violenti.
Caro Catcher, il tuo post mi piace e te lo "rubo" (non prendertela, se poi vuoi discutere il pagamento dei diritti intavoliamo una trattativa) ma è necessario per chiudere una disputa nata sul mio blog.

4:10 PM  
Blogger bucaniere said...

Nietsche sa già come la penso: se al calcio, ma allo sport in generale, togli lo sfottò dopo una sconfitta non ci rimane più niente. E allora andiamo allo stadio tutti imbronciati e guai se qualcuno osa fiatare dopo la partita.
Caro Catcher, il tuo post mi piace e te lo copio di brutto per pubblicarlo nel mio blog. Sarà utilissimo per chiudere (o rinfocolare) una bella discussione....

4:57 PM  
Anonymous nietzsche said...

o bucaniere, perché scrivesti twice la stessa cosa? (quasi la stessa, la seconda volta mi hai tolto la zeta)

1:47 AM  

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