domenica, febbraio 19, 2006

Bukkake ci piace, è un latte che piove

Ragazzi, è arrivata l'hit dell'estate.
E, per questo, devo ringraziare quel trozkista di Q.
Affanculo Cristicchi (people I hate), al bando Meneguzzi (ma viva suo padre Gomez Meneguzzi), il vero cantautore delle notti d'estate 2006, menestrello delle amicizie strette sul pattino o abbarbicati su pontili dove la sottoposizione agli ultravioletti è resa difficile dall'intricato miscuglio di assi scheggiate e Costantini de 'noantri, è Immanuel, poeta del rapporto uomo donna.
La sua nuova composizione, Bukkake, che fa degli elementi della creazione una sintesi armonica, induce ad una riflessione estemporanea eppure tagliente, direi quasi sagace. Perchè? vien da domandarsi. Perchè non è facile sondare l'animo umano ma con un mantra in pentagramma ci si può provare. E già tutti ne parlano, è una febbre che cresce di giorno in giorno. Già si son trovati cigni morti qua e là. Anzi, come hanno scritto taluni giornali: "Cadaveri di cigni morti".
Insomma, tutto sto casino per dire una cosa semplice semplice: procuratevi (il come è affar vostro, io non lo voglio sapere. non voglio, ho detto. nuuuuoooo! detto a guisa del cattivo che in Trappola di cristallo cade e si sfracella) Bukkake di Immanuel e regalatela (pur nel rispetto della normativa sui brevetti ed il copyright) al primo che incontrate.

P.s. Volevo scrivere questa recensione prima delle 23 di giovedì scorso. Ma non ce l'ho fatta. Forse perchè ho saputo solo ora. Ad maiora.